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STORIA IN SINTESI

Con la Convenzione del 1960 la Soc. Gen. Immobiliare (SOGENE) realizza il complesso immobiliare di Casalpalocco (il Pianeta Verde).

Al neonato Consorzio di Casalpalocco è affidata la sola manutenzione delle aree e servizi comuni generali, la proprietà delle aree rimane della SOGENE.

Ci sono aree e alcuni prefabbricati che la Soc. Gen. Imm. ha concesso in comodato gratuito al Comune di Roma (ultima delibera di rinnovo del comodato nel 1979) utilizzati come scuole pubbliche in attesa della consegna dei fabbricati scolastici completata nel 1980.

Da questa data aree e prefabbricati sono abbandonati, non sono più gestiti né controllati, sono lasciate all’incuria e ai malintenzionati

Il Consorzio di Casalpalocco chiede alla Soc. Gen. Imm. di subentrare al Comune nell’utilizzo di quelle strutture, ma ottiene un netto rifiuto e contemporaneamente la conferma di una disponibilità della Soc. Gen. Imm. a cedere queste strutture al Comune di Roma nei tempi e modi che il Comune riterrà opportuni.

Il Comune ignora la disponibilità della Soc. Gen. Imm. e nonostante le ripetute sollecitazioni della XIII Circoscrizione non procederà mai ad alcun passo, neanche formale, in questo senso.

Negli anni successivi, a costruzioni ultimate, la Soc. Gen. Imm. entra in una crisi finanziaria, è nominato un curatore fallimentare che provvede a definire il patrimonio disponibile e, in questo quadro, vende all’asta le proprietà residue della Soc. Gen. Imm. in Casalpalocco

In conclusione, l’asta assegna al sig. Corvini per 250 milioni di lire l’insieme di questi immobili ex - Soc. Gen. Imm. nell’ambito di Casalpalocco, ma l’elenco delle particelle catastali è formulato in modo non corretto e l’atto sarà dichiarato parzialmente nullo dalla Corte di Cassazione nel 2003.

Il Corvini rivendica proprietà e possesso per la sede del Consorzio di Casalpalocco, della centrale di pompaggio per le acque irrigue, della fascia di rispetto della C. Colombo, ecc, ottenendo benefici economici e/o la corresponsione di un affitto, pena lo sfratto.

Il Corvini provvede poi a rettificare il rogito notarile d’acquisto e inizia un nuovo procedimento contro il Comune di Roma intimando di recedere dal comodato con la Soc. Gen. Imm. (in realtà concluso fin dal 1980) e di corrispondergli un cospicuo pagamento per il mancato guadagno che il Comune gli avrebbe procurato con il comodato in questione.

Il Corvini vince in prima istanza, il Comune si appella, chiede una sospensiva dell’esecutività, l’udienza fissata per il 7 Gennaio 2009 ma verrà poi aggiornata.

Nel frattempo il Corvini prende ad agire in qualità di proprietario. La dimensione territoriale di aree mai rogitate, destinate a verde, vincolate a futura eventuale richiesta comunale per uso pubblico, porzioni interne o aggiunte a proprietà private, ecc, ecc, si rivela enorme.

A partire da questa realtà il Corvini avvia una serie di azioni a carico di singoli proprietari per la revisione di confini, per l’uso o il possesso di aree che risultano incluse negli elenchi dell’asta, un’operazione che produce risultati economici decisamente maggiori della somma impegnata nell’asta.

Con la revisione del rogito notarile del 2003, il Corvini acquisisce anche la proprietà delle particelle catastali che erano sfuggite al primo atto d’acquisto, comprese quelle occupate dal Centro di Iniziativa, per rientrarne in possesso ottiene un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune (indicato come titolare di comodato) senza alcuna notizia al Centro di Iniziativa che ne è il reale detentore.

Il 5 Gennaio 2009, presente l’ufficiale giudiziario, il Corvini chiude e sigilla gli accessi all’area e le porte dei capannoni del Centro di Iniziativa con tutto il loro contenuto, congelando di punto in bianco le attività delle associazioni che vi operano, dal Cineforum alla Chiesa Evangelica, dai Camperisti e due associazioni Umanitarie, un gruppo di giovani, "Palocco per Kyoto" gruppo di Teatro e Pittura, ecc.

Il Centro di Iniziativa non ha alternative, presenta al Tribunale una richiesta di sospensiva che sarà esaminata nel merito il 5 Marzo 2009, una richiesta di reintegro nel possesso che sarà discussa il 12 Marzo 2009.

Azioni legali che possono portare al Centro di Iniziativa una soluzione tampone utile nel breve termine ma non definitiva, è stato quindi inevitabile avviare anche una procedura di usucapione per arrivare comunque a una situazione chiara e conclusiva.

Pubblicato il 2/3/2009 alle 14.8 nella rubrica cronistoria.

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